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I POPPI - Figli in sfida

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SFIDA

Mi scrive Barbara una mamma: “Qualche giorno fa mio figlio Simone diciottenne è rientrato in casa con un vistoso tatuaggio sul braccio. Le borchie, i bracciali ed altro gli servono per evidenziare la sua immagine. Chiede sempre soldi e se mi rifiuto le scenate e gli scatti di rabbia non si fanno attendere. Suo padre è tollerante, spesso lo giustifica e lo accomuna ad altri ragazzi della sua età.   Chiedo un consiglio, un suggerimento per aiutare mio figlio. Le sue mi sembrano sfide”.

Le sfide non mancano nei figli, cara Barbara. Si tratta di gesti ribelli e maleducati, di sguardi cupi e tristi, di atteggiamenti disordinati e provocatori, di silenzi prolungati, di noia e anche di rancore verso i genitori. Altre volte, queste sfide, fanno venire meno un codice morale di comportamento comune e responsabile. Analizziamo insieme alcuni comportamenti.

Il rifiuto della scuola

Tuo figlio Simone, mi dici, che ha interrotto la media superiore dopo il primo anno. Sta di fatto che la scuola è e deve essere un impegno sacrosanto per la crescita dei ragazzi e giovani: non possono ritenerla inutile e preferire le giornate trascorse ai giardini pubblici con la ragazzina o ragazzino da spupazzare. Il rifiuto della scuola è già un segnale di disordine, di sfida che i figli fanno pervenire ai genitori che, alcune volte, non colgono o lo ritengono di poca importanza. Credono che la svogliatezza e il disimpegno scolastico siano dovuti alla carente adattabilità alla scuola, ai professori, e alle scarse capacità d’apprendimento. No, i ragazzi non studiano perché rifiutano la fatica dell’apprendere, di pensare, di conoscere e crescere. Questa sfida non va presa sottogamba . Un adolescente che non studia compromette l’autostima e potrebbe incorrere il rischio di ostentare il personaggio con gesti di spavalderia e trasgressione.

Il divertimento- sballo.

Sono molti gli adolescenti che considerano il divertimento come disordine. I segni del divertimento- sballo vengono portati in casa, dopo notti passate a consumare forti emozioni e alterazioni psichiche. Eppure i genitori non reagiscono, anche se sono sfidati da una presenza ribelle e prepotente che li classifica come presenze sorpassate, inadeguate, non in grado di capirli nelle loro esigenze e bisogni. Tra i bisogni più diffusi ci sono: il motorino, i vestiti firmati, i concerti, la discoteca, gli amici di un certo tipo e tanti soldi.  Sono ragazzi senza futuro?  Ad alcuni genitori purtroppo questo genere di figli va bene e non perdono l'occasione per tratteggiare di fronte agli altri: meriti e virtù, pregi e successi. Si direbbe che non sono capaci d’avvertire e di classificare le sfide, tanto sono abbagliati dall’ammirazione e contagiati dalla superficialità.

I miti e le mode strambe.

Se poi si osservano, questi poppi, si presentano spesso ai genitori con tatuaggi, piercing, abbigliamento stravagante, capelli coloratissimi. Sono alcune forme di provocazione che sottolineano la differenza e la contrapposizione con gli adulti. Qualcuno va dicendo che i figli devono contestare i genitori per raggiungere la loro autonomia e entrare nell'età adulta. Non tutte però le contestazioni sono da ritenersi valide e vantaggiose per la loro crescita. Va bene che questi nostri figli siano diversi da noi adulti per esprimere un modo d’essere e vivere un po’ nuovo e così liberarsi da alcune abitudini familiari tramandate attraverso le generazioni. Non va bene però se la sfida tende ad essere solamente un modo stravagante per accentuare spaccature, divisioni, esteriorità e vuoti interiori. Alcuni genitori si compiacciono persino di fronte a certe forme provocatorie dei figli, per poi dover subire le loro sfide e ribellioni.

La pretesa di denaro.

I figli vogliono inoltre il portafoglio pieno di soldi e tacciano i genitori di spilorci se non sono pronti ad appagare le loro richieste e pretese. Sono gli stessi genitori ad abituarli a spendere tanti soldi. Comperano persino il loro affetto con i soldi … Danno cose e  oggetti  costosi, li vestono da nababbi. E così crescono smidollati e pieni di pretese, lamentosi, pronti a ricattare mamma e papà, nonni e zii, se non aprono i borsellino ad ogni loro richiesta. Se poi qualche genitore avrà l’imbecille orgoglio di dire alla presenza del figlio che non gli farà mancare niente, stia sicuro che il poppo sarà puntuale nel chiedere “tutto e subito”. I genitori non diventino pertanto finanziatori, se vogliono avere in casa figli attenti e sobri e rispettosi della loro fatica. 

Una precisazione

Faccio ai genitori un richiamo o meglio un rimprovero: spesso avete i figli che vi meritate, specialmente quando li servite in tutto. C’è in voi una valutazione errata dell’amore: amare un figlio non significa buttargli addosso eccessive attenzioni, premure e nemmeno evitargli le difficoltà e i problemi. Un certo modo di relazionare con il figlio va rivisto, senza quel timore di poter perdere il suo affetto. Non sono i super-genitori a garantire l’amore del figlio, ma i genitori che sanno dare affetto ed esigere affetto. Basta con espressioni melliflue, sdolcinature e corteggiamenti per attirare i figli a sé; basta con corteggiamenti insulsi e remissivi. Il genitore innamorato del proprio figlio diventa spesso servo perde persino la sua identità di padre e di madre.