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I GRANDI MAESTRI DELL' UMANITA' - Sofonisba Anguissola

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SOFO

Sublime pittrice, maestra del ritratto

Il 2 febbraio del 1532 a Cremona nasceva la pittrice Sofonisba Anguissola. Originaria di una nobile famiglia Piacentina, dai limitati mezzi economici, l’artista era la primogenita di Amilcare Anguissola e di Bianca Ponzoni. Il padre di Sofonisba,  sempre incoraggiò le abilità artistiche delle figlie in quanto egli stesso era amante dell’arte e un disegnatore dilettante

A Sofonisba fu tuttavia precluso lo studio della matematica, della prospettiva e dell’impegnativa tecnica dell’affresco. Studiò presso la bottega del maestro cremonese Bernardino Campi e Bernardino Gatti successivamente.

Fu la prima pittrice italiana ad ottenere lafama internazionale. Nel 1559 approdò alla corte di Filippo II di Spagna, divenendo la ritrattista della famiglia reale, e vi rimase fino al 1568 anno di morte della sua protettrice la regina Elisabetta, di cui era divenuta dama di corte e confidente.

Proprio per la sua abilità di ritrattista, la pittrice Cremonese, fu tanto apprezzata ai suoi tempi: introdusse vari elementi nuovi nella pittura con dipinti particolari, come la Partita a scacchi. La pittrice dipinse spesso con minuzia descrittiva elementi che, come pezzi di un puzzle, aiutano a ricomporre la personalità del soggetto raffigurato: un medaglione, un libro aperto, un guanto, un gioiello, uno spadino, secondo l’approccio tipico della ritrattistica cinquecentesca, ma con un naturalismo diretto.

Il ritratto, inoltre, non è solo l’immagine della persona ma accenna anche alla sua storia, infatti, accanto ai volti straordinariamente somiglianti, «tanto ben fatti che pare che spirino e siano vivissimi» come li descrisse il Vasari, dopo aver visto nel 1566 i ritratti di famiglia in casa Anguissola.  

Indimenticabile è l’intensità degli sguardi e la capacità espressiva dei visi, sui quali Sofonisba si esercitò molto sin da giovanissima, basandosi sulla teoria Leonardesca dei moti dell’animo, il riso ed il pianto, fino ad allora poco considerati in ambito ritrattistico.

Significativo a questo proposito il disegno di un bimbo che piange perché morso da un gambero, al quale molto probabilmente si sarebbe ispirato Caravaggio per il suo Ragazzo morso da un ramarro.

Il suo contributo artistico riuscì nel tempo, a conquistarsi la dignità e il riconoscimento professionale in un ambiente, fino ad allora, dominato da uomini. Fu una pioniera, probabilmente anche inconsapevole, del movimento femminista, come figura di riferimento a cui molte donne si ispirarono, soprattutto durante i moti rivoluzionari di inizio ‘900.